Le piante e i medicinali delle Streghe herbane

Le herbane erano streghe che dedicavano gran parte del loro tempo ed energia allo studio ed all’utilizzo di erbe, funghi, cortecce di alberi, e tutto quanto il mondo vegetale offriva per la cura dell’animo e dello spirito.

Anche al giorno d’oggi, ogni strega herbana che si rispetti, raccoglie le erbe per le sue pozioni col classico pugnale a forma di mezzaluna, rispettando le fasi lunari a seconda degli scopi che vuole  raggiungere, ed in seguito triturandole, essiccandole, ricava olii, incensi e distillati, pomate ecc.

  • ACETOSA

Si adopera in modica quantità nelle minestre rinfrescanti; fluidifica la bile. E’ una pianta acre, bruciante e irritante. Non si adatta a tutti i temperamenti, la si impieghi con moderazione.

  • ACHILLEA MILLEFOGLIE

Infuso. Elimina le perdite bianche e tonifica lo stomaco. Prendere mattino e sera.

  • ALLORO

Messo negli alimenti, corrobora, ammazza i vermi, sgonfia e fa digerire.

  • ALOE

Purgante eroico adatto ai temperamenti sanguigni ma non nervosi; scaccia i vermi, la bile, le mucosità, gli umori ispessiti, cicatrizza le ulcere intestinali. Prenderne una piccola presa in due cucchiai di minestra o di marmellata. Prenderlo solo dopo avere mangiato una buona minestra di erbe, altrimenti può comportare grossi problemi ai centri nervosi dell’intestino crasso, all’inguine sinistro, e occasionalmente una febbre nervosa non facilmente risolvibile. Buono se correttamente assunto.

  • ALTEA

Infuso dei fiori. Addolcente specifico per gli stomaci irritati dall’eccesso di secrezioni catarrali interne: si beve a volontà. La radice decotta per dieci minuti produce un latte eccellente per gargarismi, cataplasmi e clisteri. La sua farina in cataplasma è assai addolcente e rinfrescante.

  • ANGELICA

Infuso. Smuove ed elimina i venti e le scorregge, è leggermente aperitivo; le foglie pestate e applicate sui tagli, li cicatrizzano rapidamente.

  • ANICE

Infuso. Smuove i venti, calma i vapori che salgono verso il cuore, elimina i gonfiori gassosi del ventre, riscalda lo stomaco. Si beve a piacere.

  • ARANCIO

Le foglie in infusione servono contro l’agitazione e il collasso nervoso, la melanconia, le bronchiti, le polmoniti, le infiammazioni intestinali e i gonfiori. Una sola foglia in un bicchier d’acqua. Si beve a volontà, ma specie andando a dormire.

  • ARNICA

Molto valida da prendere contro i postumi delle cadute di ogni genere, sia interiormente o per impacchi; si fa l’infuso con una leggera presa per un bicchiere d’acqua, poi si fa un po di marcia o ci si muove il più che si può dopo averla bevuta o applicata. E’ una delle piante più stimolanti che io conosca, sempre indispensabile da prendere per precauzione dopo un incidente qualsiasi e per più giorni.

  • ARTEMISIA

Infuso. Buona contro la mancanza di mestruazioni. Stimola la circolazione sanguigna, elimina gli indolenzimenti, tonifica lo stomaco.

  • ASPARAGO

Decotto. Combatte le infiammazioni vescicali dette ardore d’urina o difficoltà d’urinare.

  • ASSENZIO

Il vino di assenzio o l’infuso leggero preso la mattina a digiuno, distrugge i vermi dello stomaco, lo tonifica, ne stimola le papille e quindi l’appetito, smuove dolcemente la bile e ne stempera l’acrimonia; è buono per i dolori del lato destro, le malattie del fegato e calma l’agitazione del cervello.

  • AVENA

Decotto. Una manciata per litro d’acqua. Un bicchiere preso a digiuno ravviva lo stomaco, suscita l’appetito, mette in moto l’intestino e lo libera dalle materie fecali che lo ingombrano.

  • BARDANA

Le foglie, scottate a fuoco vivo e messe sulle parti gottose o su quelle doloranti del cervello, calmano i dolori. Applicate sul cervello dei bambini, che si sospetta idrocefali, li asciuga e guarisce. La radice decotta è depurativa.

  • BETONICA

Infusione di fiori o foglie. Buona contro le irritazioni nervose, conseguenti a malattie delle fibrille che agitano il cervello con pensieri cupi e antipatici. Un bicchiere mattina e sera.

  • BARBABIETOLA

Buona in insalata contro le affezioni cardiache e i reumatismi (mattina e sera). Contro il raffreddore ostinato, presa a cucchiai al momento degli accessi.

  • BIANCOSPINO

Infuso. Contro l’epilessia e le convulsioni nervose. Questo arbusto, grazie alle spine delle frondi, si sottrae al pericolo dei fulmini assorbendo, non in un fascio, ma in una massa di fasci, l’elettricità dell’aria che lo circonda. Fa lo stesso effetto nel corpo umano: libera i nervi dall’eccesso di energia nervosa. Un pizzico di fiori in un bicchier d’acqua. La sera prima di coricarsi.

  • BORRAGINE

Infuso. Aiuta a digerire così come fa il thè ed è leggermente sudorifera e stimolante.

  • BORSA PASTORE

Infuso o acqua distillata. Utile contro le infiammazioni causate dal ristagno e ritenzione sanguigna dei globi oculari; ne ripristina la circolazione e rinfresca quest’organo così importante. Sciacquare gli occhi a palpebre spalancate; in mancanza si facciano degli impacchi.

  • BUGLOSSA

Infuso delle foglie. Buon depurativo, leggermente aperitivo, rimedio sovrano contro le palpitazioni e i reumatismi. Prendere sera e mattina.

  • CAGLIO

L’infuso giova contro l’epilessia, i tremori e la debolezza nervosa. Prendere sera e mattina.

  • CAMOMILLA ROMANA

In infuso è buona per liberare lo stomaco e l’intestino dai parassiti; caccia la bile, restituisce l’appetito, elimina le perdite bianche, calma i crampi di stomaco e le coliche. Presa per tempo e al mattino a digiuno, combatte i vapori che salgono al cervello e rafforza la mente. L’olio, che si ricava mettendo una manciata di fiori a infondere a calor dolce in un buon olio di oliva, è ottimo in frizione contro i crampi e tutti i dolori nervosi. Imbevere una fascia calda e metterla attorno alla gola, nei casi di afonia, che risolve… non bisogna però fare infusioni troppo concentrate, bastano tre capolini per un bicchiere d’acqua. Un uso eccessivo di camomilla romana produce l’effetto contrario.

  • CANAPA

Infuso. I fiori sono calmanti e narcotici, ottimi contro l’insonnia, l’agitazione nervosa e l’irrequietezza; su alcuni può indurre l’effetto contrario, quindi occorre sperimentare. Un bicchiere alla sera.

  • CANFORA

La canfora, generalmente, è un buon tonico nervoso, un rinfrescante sanguigno e un calmante di prim’ordine, ma non su tutti fa lo stesso effetto, specie sui temperamenti nervosi, che agita. La causa è dovuta al fatto che i temperamenti nervosi hanno bisogno di smaltire quei fluidi che possiedono in quantità eccessiva piuttosto che acquisirne di altri: in loro c’è troppa energia al momento dell’esaurimento. Non si deve quindi ricorrere alla canfora se il suo odore indispone il soggetto. E’ antipestilenziale, sempre utile ed impiegata in tutti i modi per risanare l’aria degli appartamenti e persino l’aria che circonda le piaghe che minacciano di volgersi in cancrena. La si fa sciogliere nello strutto per fare una pomata utile per frizioni sui bubboni e sugli intasamenti. Si fa anche un olio con più o meno le stesse proprietà. Frizioni sui dolori locali, gottosi o reumatici che calma. Non abusarne.

  • CANNELLA

Infuso. Nel vino rosso un buon pizzico per litro, fluidifica la circolazione sanguigna, leggermente sudorifera, stomachica (un bicchiere al giorno).

  • CAPELVENERE

Infuso contro le infiammazioni e i flussi del petto; questo sudorifero prezioso stimola l’enuresi allorchè gli altri non sortiscono effetto; bere a volontà.

  • CAPRIFOGLIO

Infuso. Eccellente calmante contro gli spasmi dello stomaco. Si prende a volontà.

  • CAROTA

In decotto oppure cucinata come alimento, separa la bile del sangue, la fluidifica, combatte l’itterizia ed è molto rinfrescante. Si prendano tre bicchieri al giorno del decotto. Il fiore della carota selvatica, cotto a bagno-maria a fuoco moderato e in burro fresco, è eccellente per frizioni contro i dolori gottosi e reumatici. Questo rimedio è tipico della Champagne e venne sottoposto all’esame di Adele in trance, la quale lo ritenne ottimo e lo sperimentò subito.

  • CASTAGNO

La pellicina delle castagne, arrostita e polverizzata. Un pizzico in un po d’acqua o marmellata, contro la renella. La castagna è assorbente e adatta agli igropici. La castagna dell’ippocastano, invece, polverizzata, è un forte strarnutatorio. Se ne prendono due prese la settimana.

  • CELIDONIA

In impacchi calma le infiammazioni intestinali e cicatrizza le ulcere. Il succo, applicato sulle verruche ripetutamente, le guarisce.

  • CENTAUREA MINORE

Infuso. Ottimo depurativo. Separa lentamente la bile dal sangue, libera il fegato dagli ingorghi, pustule o macchie da cui vengono tante malattie pericolose, quelle che si avvertono generalmente tramite delle fitte o dolori al fianco destro. Tonifica lo stomaco disostruendo le papille dalle mucosità o ispessimenti che lo ricoprono; ristabilisce la circolazione sanguigna; libera l’intestino; rinfresca le urine e i fluidi; calma i nervi temperando il calore del sangue; smorza le febbri più persistenti: è insomma una pianta di cui si dovrebbe far uso continuativo nelle malattie croniche. Non è molto conosciuta né apprezzata. Si prende un infuso leggero la mattina a digiuno.

  • CENTINODIA

Decotto o distillato. Valida contro le infiammazioni delle palpebre, per impacchi o sciacqui; i suoi steli ramificati sono in analogia con le fibrille che rivestono l’occhio. In questa somiglianza risiede la sua virtù. Giova anche applicata in impacchi su qualsiasi tipo di infiammazione locale.

  • CERFOGLIO

Infuso. Messo in minestre rinfrescanti, scioglie gli ingorghi biliari, mucosi e sanguigni; rinfresca.

  • CETRIOLO

Cucinato. Ottimo alimento che rinfresca e stempera i riscaldi sanguigni. Crudo, non sortisce gli stessi effetti.

  • CHINA

Se ne prende una piccola presa con della marmellata o nella minestra, fino a tre volte al giorno, per togliere le febbriciattole. Il suo potere aumenta se la bile, che è la causa di queste febbri, è stata smaltita con l’uso di un purgante. La si prende prima o dopo gli accessi di febbre ma non durante. Il vino chinato, così famoso, è tonico, conforta lo stomaco e libera dalle febbri lente e durature. Se ne prende un bicchierino da liquore due volte al giorno.

  • CICORIA SELVATICA

Infuso. Elimina la bile dello stomaco e ravviva l’appetito. Si prende il mattino a digiuno.

  • CILIEGIO

I peduncoli dei frutti presi in decotto contro la ritenzione e l’infiammazione urinaria, il gran bruciore della vescica; sei peduncoli per un bicchier d’acqua. Al mattino.

  • CIPOLLA BIANCA

Cotta sotto la cenere, produce un succo ottimo contro gli sfinimenti e i soffocamenti causati da infiammazioni sanguigne. Si prende per gargarismi a piccole cucchiaiate. Applicata esternamente all’inizio di un ascesso o di un fruncolo, li decongestiona rapidamente.

  • COTOGNO

La mela cotogna infusa per ventiquattr’ore nel vino rosso giova contro la dissenteria e l’itterizia.

  • CRESCIONE

In insalate primaverili, a digiuno, è rimedio sovrano contro i sangui scrofolosi e venerei. Ottimo depurativo.

  • DATTERO

Il decotto, emolliente e rinfrescante si fa di solito assieme ai fichi, alle giuggiole e all’uva di Corinto, in parti uguali, quale valida tisana contro le infiammazioni, l’affaticamento e l’indebolimento del petto, si dolcifica con zucchero candito. Si beve a volontà.

  • EDERA TERRESTRE

Infuso. Buona contro le bronchiti, l’asma e la difficoltà di respirazione. A volontà.

  • ESTRAGONE

Messo nei cibi è utile contro i gas e le digestioni faticose.

  • FARFARA

Questa tisana è rinfrescante, pettorale e addolcente per infuso contro le affezioni polmonari e le infiammazioni pettorali. Si prende mattina e sera.

  • FARFARACCIO

In infuso è tonico, vulnerario, leggermente sudorifero senza alterare le forze. Si prende la sera.

  • FAVA

I baccelli da soli sono ottimi in decotto contro la renella. Fanno andar via la sabbia dalla vescica; se ne mettono una manciata in un litro d’acqua e se ne bevono tre o quattro bicchieri al giorno. Ho constatato degli ottimi risultati con questa tisana.

  • FICO

Infuso dei frutti. Molto addolcente nelle infiammazioni della gola e della bocca; si possono anche applicare esteriormente in cataplasma sulla gola.

  • FIORDALISO

Infuso dei fiori. Una presa in un litro di vin rosso giova contro i dolori del parto. L’acqua distillata, tramite sciacqui, è rimedio sovrano contro le infiammazioni delle palpebre.

  • FRAGOLA

Il decotto delle radici è rinfrescante, valido contro le forti infiammazioni delle vie urinarie. Da prendersi al mattino.

  • FUMARIA

Infuso. Contro le infiammazioni dell’intestino, i gonfiori, il mal di stomaco, si mette una manciata a infondere in brodo di vitello; se ne prendono due bicchieri al giorno.

  • GAROFANO

I chiodi di garofano nelle pietanze calmano lo stomaco e facilitano le digestioni pesanti.

  • GIGLIO

L’olio di giglio mescolato a quello di camomilla, è un eccellente linimento per le nevralgie della testa. Sfregarne la parte dolorante.

  • GINEPRO

In liquore. Un bicchierino dopo pasto, elimina i gonfiori. Aperitivo e tonico.

  • GRAMIGNA

Decotto. Buono ai primi sintomi di renella, per le malattie della vescica, scarsità o assenza di urine. Essendo di natura fredda non bisogna abusarne perchè attraversando gli altri organi potrebbe infastidirli. Un bicchiere al mattino.

  • LATTUGA

L’infuso di un “cuore di lattuga” per due bicchieri d’acqua bevuti a digiuno, è calmante e addolcente. Le foglie non lavate né pestate ma applicate direttamente sulla testa, a mò di cataplasma, sono un rimedio sovrano contro le nevralgie. Le stesse foglie infuse assieme ad un po’ di cerfoglio, sono ottime nei bagni locali contro l’agitazione degli organi genitali.

  • LAVANDA

L’infuso dei fiori è un valido aperitivo e stimolante, sgonfia, calma i nervi irritati e risveglia le idee recondite.

  • LENTICCHIA

In decotto, le lenticchie sono sudorifere e combattono il rossore dei capillari. Prese come cibo sono lassative e stimolano la lattazione delle nutrici.

  • LICHENE DI QUERCIA

In doppio infuso, si prende solo la seconda acqua; un pizzico per due bicchieri d’acua. Con un po di latte giova ai raffreddori ostinati e forti e contro i catarri. Il lichene è emolliente, tonico e rinfrescante. Pulisce lo stomaco, il ventre e la vescica e giova alla circolazione. Bere a volontà.

  • LIMONE

Infuso a caldo e non a freddo, come si farebbe per le limonate. Si taglia un limone a fette per un litro d’acqua cui si aggiunge zucchero quanto basta. Questo infuso rinfresca il sangue impuro, elimina i vermi e la bile, scaccia la depressione, rallegra il cuore, calma i caratteri irascibili, sfiamma i nervi, stimola l’appetito. Il succo del limone è un acido molto incisivo, la scorza invece è vermifuga e stimolante. C’è da attendersi un gran risultato da questa tisana per i sangui spessi ed impuri, ma non bisogna esagerare bensì assumerlo con moderazione e appena lo stomaco è agitato da crampi o rigurgiti acri smettere di prenderlo. Si può bere a volontà ma sempre un’ora prima o dopo il pranzo.

  • LINO

I semi decotti leggermente sono buoni per i bruciori urinari causati da malattie veneree, e per ogni riscaldo da queste causato. Un bicchiere il mattino a digiuno.

  • LIQUIRIZIA

La radice decotta per tre minuti si addiziona come addolcente alle tisane e come rinfrescante. Da preferirsi allo zucchero.

  • MALVA

I fiori in infuso sono molto addolcenti per le infiammazioni del petto e l’inizio del raffreddore. Bere a volontà.

  • MARGHERITINA

In infuso è un ottimo disostruente per gli ematomi interni, i ristagni e le difficoltà circolatorie locali. Si beve a volontà.

  • MARRUBIO

Infuso. Buono contro il raffreddore e le febbri occasionali e fastidiose; fa urinare ed è sudorifero.

  • MELILOTO

Gli impacchi di fiori in infuso posti sugli occhi combattono l’infiammazione delle palpebre; il suo aroma calma i nervi; applicato in cataplasmi fluidifica e risolve le congestioni sanguigne nei dolori locali.

  • MENTA PIPERITA

Infuso. Buona contro quelli che son detti i vapori e calori fugaci, li calma decisamente e scaccia i venti. Si prende al bisogno.

  • MERCURIALE

Prenderla in clistere contro le costipazioni ostinate.

  • MORELLA

Pestata fresca e applicata su ogni tipo di ferita o escoriazione, le cicatrizza rapidamente.

  • NESPOLO

I frutti mangiati freschi fermano le diarree; lo stesso fa l’infuso che è anche un valido pettorale. Se ne prende a volontà.

  • NOCE

Le foglie verdi applicate sulla testa calmano le emicranie. In irrigazioni giovano al prolasso dell’utero. I gherigli si bruciano per raccoglierne l’olio che è ottimo per le bruciature. Il mallo, col quale si fa un liquore conosciuto come nocino, è rimedio sovrano contro le coliche. Se ne prende un bicchierino.

  • NOCE MOSCATA

Messa negli alimenti uccide i vermi, sgonfia e facilita le digestioni laboriose. L’olio di noce moscata è ottimo impiegato in frizioni sui tumori addominali, i carcinomi e i dolori locali dovuti a ristagno sanguigno.

  • ORTICA BIANCA

Infuso. Contro la mancanza di mestruazioni, specie delle giovinette, che fa tornare, e le perdite bianche. Un bicchiere mattina e sera.

  • ORZO

Decotto. Un cucchiaio per litro d’acqua. Molto rinfrescante e nutriente, non è tanto adatto ai temperamenti nervosi ma a quelli sanguigni. Un bicchiere la mattina a digiuno.

  • PAPAVERO

Infuso leggero dei fiori. Stimolante per le espettorazioni sanguinolente, le bronchiti e qualsiasi imbarazzo sanguigno del torace. Leggero narcotico quindi utile nelle insonnie; lo si consiglia contro la pertosse dei bambini. Elimina i piccoli

vermi dello stomaco. Una “testa di papavero” invece, decotta in un litro d’acqua, è calmante, si usa per formare i cataplasmi e si può applicare anche da sola in impacco. E’ utile nei lavaggi e rimpiazza al bisogno il laudano.

  • PARIETARIA

In decotto contro le costipazioni, il bruciore urinario e gli imbarazzi del basso ventre, se ne prende una manciata per la quantità d’acqua necessaria per un lavaggio; quest’acqua è buona anche per fare cataplasmi con la fecola di patate.

  • PERSICARIA

L’infuso leggero è risolutivo, stimolante e calmante, spinge le impurità del sangue verso la pelle e uccide i parassiti. Si prende mattina e sera.

  • PERVINCA

Giova in infuso contro le perdite lattee, attiva fortemente la circolazione sanguigna e specie i ristagni vasali. Si prende mattina e sera. Infusa in brodo di vitello è ottima contro i mal di gola causati dal sangue cattivo. In fomento o pomata (si cucinano le foglie a fuoco lento nello strutto) è rimedio sovrano contro le emorroidi. Nelle infiammazioni gengivali se ne masticano le foglie che leniscono di molto il mal di denti.

  • PESCO

Le foglie del pesco in infuso sono leggermente purgative. Questa tisana è adatta per i neonati affetti da stati catarrali allo stato nascente. Se ne adoperano quattro foglie per un bicchiere d’acqua, e se ne prendono due o tre cucchiai al giorno.

  • PIANTAGGINE

L’infuso o l’acqua distillata delle foglie giova contro le infiammazioni delle palpebre, sciacquandole o facendovi degli impacchi col liquido.

  • POLMONARIA

L’infuso contro l’irritazione dei bronchi e il sangue acre e impuro che li irrita e gonfia. Si prende mattina e sera.

  • PORRO

Questo alimento è utile per le affezioni bronchiali, essendo calmante e addolcente. Il clistere di acqua di porro combatte i dolori degli organi interni causati da sforzi fisici. In impacco è molto lenitivo.

  • PORTULACA

Aggiunta a minestroni rinfrescanti è molto lenitiva.

  • PREZZEMOLO

In infuso scioglie gli ingorghi lattei delle mammelle. Sortisce lo stesso effetto se applicato in impacco. Pestato fresco e messo sui tagli li cicatrizza rapidamente. Si usa in fomento contro le emorroidi.

  • PRIMULA

In infuso è fortificante e stimolante ma anche un prezioso calmante del sistema nervoso. Si prende mattina e sera.

  • RABARBARO

Blando purgativo e aperitivo. Si mette mezza oncia di radice in polvere in un litro d’acqua fredda. Si beve all’occorrenza. Quest’acqua, mescolata al vino durante i pasti, ha le stesse proprietà della polvere. Se ne può dare per otto giorni ai bambini che ne hanno necessità.

  • RAFANO

Lo si taglia a rondelle che si mettono a strati in un vaso alternandoli con dello zucchero in polvere, lasciandolo macerare ventiquatt’ore. Se ne assume la spremitura, a cucchiaiate, mattina e sera, contro le irritazioni e le tossi ostinate dei bambini.

  • RAPA

Sciroppo di rapa. Si fa così: si scelgano delle buone rape che si taglieranno a rondelle mettendole a strati in un vaso di vetro, fino a colmarlo. Si ricopre ogni strato con dello zucchero, si chiude bene il vaso che si mette poi nel forno subito dopo che si è estratto il pane, lasciandovelo per sei ore, dopodichè lo si estrae e lo si filtra attraverso un panno di lino. Lo si imbottiglia conservandolo al fresco. Si assume a cucchiai, al bisogno. E’ emolliente per le irritazioni causate dal raffreddore ostinato e le bronchiti. Rimedio sovrano contro la tosse canina dei bambini e per gli accessi di tosse spasmodica.

  • RIBES NERO

Il liquore ricavato dai frutti tonifica lo stomaco; l’infuso con le foglie elimina l’acidità di stomaco; allo stesso modo della magnesia assorbe gli acidi contenuti in quest’organo. Un bicchiere sera e mattina.

  • RISO

Adatto per gli imbarazzi intestinali, le febbri persistenti, le infiammazioni interne, le indisposizioni. Il decotto si fa con un cucchiaio da tavola in un litro d’acqua che poi si beve mescolata a vino secondo necessità. Questa tisana è molto calmante e rinfrescante nonostante che si pensi il contrario. L’impacco di farina di riso è calmante e assorbente.

  • ROSA CANINA

Decotto dei frutti o in confettura. Buona contro la dissenteria e le diarree di ogni tipo. In confettura, mezza oncia su una fetta di pane, e in decotto, un bicchiere mattina e sera.

  • ROSMARINO

L’infuso si fa con i fiori, da preferirsi alle foglie. Giova contro i reumatismi, i dolori nervosi, la debolezza generale e quella visiva in particolare. Combatte la depressione e l’astenia, la sensazione di pesantezza e la cattiva circolazione, i crampi di stomaco e muscolari, il mal di testa. La dose è un pizzico di fiori per un bicchier d’acqua.

  • ROVO

Le gemme del rovo infuse assieme a del miele giovano contro i bruciori urinari che colpiscono le donne dopo le mestruazioni, calmando e togliendone l’infiammazione. Se ne prendono due o tre bicchieri al giorno. Quest’infuso vale anche per le infiammazioni della gola, facendo gargarismi. Le foglie possiedono le stesse proprietà ma siccome sono più aspre al gusto, non tutti se la sentono di assumerle.

  • RUTA ( attenzione!)

E’ dotata di grande forza, ne sconsiglio l’uso interno ma solo quello esterno. E’ un valido stimolante; lo spirito che anima questa pianta è un tiranno assoluto, che ama fare da padrone. Ecco perché è adatto alle persone dotate di scarso carattere e facili a farsi dominare: gli trasmette la forza volitiva di cui è dotata e li rende un po’ più padroni di loro stessi. Si applica specialmente in impacco sulla fronte e scaccia le idee di inferiorità che sostituisce con quelle analoghe alla sua forza; non si lasci tuttavia l’impacco troppo a lungo perché potrebbe causare stordimento. Con essa i magnetizzatori ci si strofinano le mani prima di agire su una persona depressa e poi gliele applicano sul basso ventre, con conseguenze benefiche; la pianta messa in un sacchetto di tela e posta sulla bocca dello stomaco, assieme a uguale quantità di timo e salvia, è un ottimo preservativo contro le idee negative e gli spiriti maligni che, a mio giudizio, sono la stessa cosa. Non importa se il sacchetto si posiziona più vicino all’ombelico o allo sterno.

  • SALSAPARIGLIA

Il decotto è un ottimo depurativo per le impurità del sangue e le malattie veneree. Una presa in un litro d’acqua, se ne assume un bicchiere mattina e sera.

  • SALVIA

L’infuso è ottimo contro le idee melanconiche, la cattiva circolazione, le costipazioni intestinali, i disturbi di stomaco, il mal di testa, specie se tali malanni dipendono dal sistema nervoso. Giova inoltre per la debolezza generale, l’insonnia, l’agitazione psico-motoria. Presa come un thè è utile in quasi tutti i disturbi nervosi. Un pizzico in un bicchier d’acqua.

  • SAMBUCO

I fiori di sambuco in impacco risolvono le infiammazioni causate dai colpi d’aria. In infuso il sambuco è sudorifero, riattiva la normale traspirazione della pelle ed elimina gli umori mucosi attraverso i pori. Se ne prende un bicchiere subito prima di mettersi a letto. Lo stesso effetto dell’impacco lo sortiscono i fomenti.

  • SANTOREGGIA

L’infuso libera l’intestino, scioglie le mucosità e gli umori biliosi; elimina i vermi dello stomaco e stimola l’appetito. Un bicchiere la mattina a digiuno. Iniettato nelle orecchie, scioglie il cerume che è spesso causa di sordità.

  • SAPONARIA

L’infuso di foglie di saponaria è buono per i temperamenti linfatici e specie per quei ragazzi che hanno umori freddi. Questa pianta saponosa si emulsiona facilmente ai grassi presenti nel sangue, li separa e li elimina portentosamente. La dose è di un pizzico per un bicchiere d’acqua preso più volte al giorno. Talvolta può essere utile, dopo un mese di cura, assumere un leggero purgante

  • SCORZONERA

Alimento rinfrescante.

  • SEDANO

In decotto oppure la radice cotta e mangiata come alimento, guarisce le perdite bianche, la renella, previene le scorregge; crudo non ha queste proprietà.

  • SEGALE

Il decotto si prepara con un cucchiaio di segale in un litro d’acqua. E’ rinfrescante ed emolliente, se ne prende un bicchiere la mattina a digiuno. La farina di segale, in impacco, è risolutiva, emolliente, calmante e lenitiva.

  • SENAPE BIANCA

Due o tre cucchiai di semi per bocca al giorno, un’ora prima dei pasti (cioè un cucchiaio per volta). Presa con un bicchiere d’acqua o di una qualsiasi tisana adatta alla bisogna, è ottima per gli gli ingorghi catarrali, biliari o ghiandolari dello stomaco e dell’intestino.

  • SENNA

L’infuso con tre o quattro foglie per un bicchier d’acqua preso a digiuno, facilita l’evacuazione intestinale: è infatti un lassativo dolce, adatto ai temperamenti delicati.

  • SPINACIO

Come alimento è molto addolcente e rinfrescante; libera l’intestino. Lo stesso effetto come clistere.

  • TAMARINDO

Alcuni frutti decotti in due bicchieri d’acqua. Adatto contro i sangui impuri e infiammati. Li decongestiona, li rinfresca ed elimina dolcemente le tossine. E’ un purgativo leggero. Un bicchiere mattina e sera.

  • TARASSACO

Per un infuso si mette una presa in un litro d’acqua. La mattina a digiuno stimola la circolazione umorale e giova ai temperamenti linfatici.

  • THE NERO

L’infuso è un buon calmante, un valido diuretico; tonifica il cuore e stimola l’intelletto; è sudorifero e tonico generale. Il the verde è più stimolante e produce effetti talvolta contrari.

  • TIGLIO

L’infuso è utile contro l’agitazione nervosa, i sudori freddi, l’insonnia, le bronchiti, la gastrite, la colite, i crampi, la pesantezza di testa, la depressione. Se ne prendono due piccole manciate per un bicchier d’acqua che si assumerà molto caldo e zuccherato subito prima di mettersi a letto. La corteccia interna del tiglio è buona in decotto contro i bruciori e l’incontinenza urinaria, i fenomeni degenerativi delle parti sessuali, la ritenzione idrica. Se ne prende un pezzo di corteccia lunga e grossa come metà del dito mignolo in un bicchier d’acqua la sera. In polvere, annusato, il tiglio è buono per risvegliare l’odorato. Due pizzichi ogni due giorni.

  • TIMO

L’infuso è vermifugo, stimola le mestruazioni e la circolazione sanguigna, blandisce i dolori reumatici, sgonfia, tonifica lo stomaco. Un bicchiere mattina e sera.

  • VALERIANA

In infuso, mattina e sera, fortifica e calma i nervi. Ottimo depurativo per i sangui acri e surriscaldati. Rispetto ad altre piante, la valeriana possiede due fluidi abbondanti: uno di colore bianco, simile al fluido nervoso; l’altro di color rosso, simile a quello del sangue.

  • VALERIANELLA

In insalata o in infuso di brodo di vitello, stimola la bile e ne calma i disturbi.

  • VERBENA

Fresca e pestata, in impacco sui ristagni sanguigni, causati da colpi, ferite o altro, li decongestiona e risolve rapidamente.

  • VIOLA

L’infuso di fiori di viola calma le infiammazioni intestinali dovute a digestioni lente e di cibi tossici, nonché alle affezioni di petto. E’ un poco purgativo.

  • VITE

L’infuso di tre foglie della qualità moscata a foglie bianche, in un bicchier d’acqua, giova alla renella e alle perdite di sangue nelle urine; due bicchieri al giorno, sera e mattina. La cenere dei tralci di vite messa nei pediluvi ha lo stesso effetto della senape.

  • VULNERARIA

L’infuso è stimolante e dissolvente; utile contro tutti i ristagni sanguigni dovuti a colpi. Riattiva la circolazione sanguigna. L’impacco fa lo stesso effetto.

  • ZAFFERANO

Un pizzico preso nel cibo o decotto è calmante e aperitivo, sgonfia; infuso nel vino rosso e bevuto in dose di un bicchierino la mattina a digiuno, facilita le mestruazioni.
RIMEDI VEGETALI DERIVATI

  • CRUSCA

La crusca in infuso è emolliente e rinfrescante, pettorale, contro i catarri ostinati e le irritazioni. Un bicchiere mattina e sera. L’impacco caldo e secco si pone con giovamento sulle parti malate; è ottimo contro la gotta e ogni sorta di gonfiori. Messa nel bagno, calma e rilassa i nervi in dose di circa mezzo staio. La metà di questa dose se si tratta di un semicupio.

  • FECOLA DI PATATE

In impacco assorbe rapidamente le infiammazioni, insieme alla rinfrescante crusca e all’acqua di cerfoglio. Questo impacco cicatrizza le ulcerazioni intestinali ma si deve applicare non troppo caldo.

  • MOLLICA DI PANE

Applicata in cataplasma è rinfrescante e ammorbidente. L’acqua panata, fatta con una crosta di pane leggermente abbrustolita e infusa in un litro d’acqua, è una bevanda molto dissetante.

  • SALE DA CUCINA

Quattro libbre per un bagno e una sola per un bagno ai piedi. E’ fortificante e stimolante. Apre e deterge i pori della pelle; facilita il processo osmotico. Decongestiona il petto e la testa dai ristagni sanguigni, ristabilendo il benessere generale.

  • SEMOLA DI GRANO

Molto addolcente nelle malattie del petto e gli stomaci debilitati. Un cucchiaio in un litro d’acqua fino a che sia ben cotta, filtrarla e addizionarla con un poco di latte. Si prende mattina e sera.

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Molte persone non hanno nessuna idea circa il modo di preparare un impacco o di fare un infuso ecc.; con questo articolo speriamo di essere d’aiuto con qualche qualche ragguaglio.

BAGNI – Nei forti esaurimenti nervosi, nelle atonie muscolari, nel rilassamento delle mucose esterne, nei sudori continui che causano un indebolimento nocivo, è opportuno fare dei bagni tonificanti; i migliori sono quelli di acqua marina, sostituiti in genere da quelli salini, che si preparano così: si versano da quattro a sei libbre di sale marino in un bagno ordinario. Il risultato è pressoché identico.
Nelle irritazioni nervose che si suppone causate da un eccesso di elettricità o da qualche umore caldo, si getta in un bagno ordinario uno staio di crusca avvolta da un panno; lo si imbeve e spreme ripetutamente e ci si siede sopra. Negli imbarazzi comuni, prolassi, indolenzimenti ecc. non si aggiunge sale all’acqua. Nei dolori reumatici si può versare nel bagno un paiolo di infuso di piante aromatiche che, talora, possono sostituire i bagni di vapore [fomenti]: si scelgano di preferenza il rosmarino, la salvia, il timo, il meliloto e una manciata di ruta, ma solo per gli uomini.
Il bagno si prende a 25-28 gradi. Le persone sensibili all’acqua e a cui il sangue va facilmente alla testa, sono consigliate di entrarci in piedi, di rimanerci un minuto, poi di inginocchiarsi, restarvi ancora un minuto e poi distendersi. Il bagno produce i suoi effetti solo se fatto nelle condizioni adatte, per cui raccomandiamo di attenervisi. Si può restare a bagno da mezzora fino a qualche ora. Uscendo, ci si deve asciugare bene evitando ogni sbalzo di temperatura. E’ buona cosa poi mettersi a letto per un’ora. Il bagno va fatto a digiuno, cioè a digestione avvenuta. La vita e la morte si prendono per mano nel bagno. Identici sono gli accorgimenti per i bagni freddi. Se al bagno si uniscono le pratiche magnetiche questo sarà più efficace. Queste si fanno, all’uscita dall’acqua [dopo essersi asciugati], tramite leggere pressioni sul corpo, sempre dall’alto verso il basso, ricavandone un gran beneficio. E’ bene non fare più di tre bagni a settimana e comunque uno è sufficiente. L’eccedere è nocivo in tutte le cose; si farà in modo di evitare tutto ciò che possa offendere il pudore, poiché ne potrebbero derivare spasmi nervosi e muscolari molto fastidiosi10[10].
semicupi – Questo bagno si fa per le infiammazioni del basso ventre, delle vie urinarie e generalmente per tutti i problemi connessi. Si osservano le stesse regole dei bagni normali.
pediluvi – Stesse regole dei precedenti; hanno lo scopo di decongestionare le parti superiori del corpo dal sangue che le ingorga. Si possono apportare alcune aggiunte come la farine di senape, la liscivia, cenere di legna o cenere di tralci di vite. Di queste cose se me mettono due grosse manciate. Il pediluvio si fa tiepido, aggiungendo piano piano acqua calda fino a che si è in grado di sopportarla; comunque non oltre i 5-10 minuti. Si asciugheranno bene i piedi e ci si metterà a letto per un’ora, se possibile.

FOMENTI –( o fumenti)  Si fanno con infusioni di piante specifiche per la malattia e in un recipiente adatto alle parti da trattare. E’ importante che l’infuso sia in ebollizione affinché i vapori siano più efficaci e penetranti; la parte da trattare va esposta bene tenendola per tutto il tempo necessario sopra l’infuso che si vaporizza, dopodiché si asciuga. Nei fomenti della testa si deve fare in modo da lasciar spurgare le mucosità che colano dalla bocca; naturalmente si eviterà di riadoperare questi infusi per altri scopi o di farli assorbire da qualche piaga, poiché sono saturati da un fluido molto dannoso.

LOZIONI – Si tratta semplicemente di aspergere la parte sofferente con acque o infusioni adatte e di reiterarle secondo necessità.

IMPACCHI – Gli impacchi sono di grande giovamento nelle infiammazioni locali, e si compongono ordinariamente di fecole o di piante cotte: sono calmanti, addolcenti, emollienti, rinfrescanti, lassativi e tonici, secondo composizione. Generalmente gli impacchi fatti con le fecole si stemperano semplicemente negli infusi caldi, perché queste fecole perdono tutto il loro succo sul fuoco. Si impiegano in genere un decotto o un infuso di piante diverse da quella della fecola che si deve sciogliere. Pertanto, il decotto di radice di altea si usa per la farina di lino; l’infuso di semi di lino per la farina di riso; quella di riso per la farina di altea ecc.

L’impacco si adopera nelle infiammazioni locali ed intestinali, in seguito ad indigestioni, costipazioni, purgazioni, coliche ventose, bruciori urinari, malattie di fegato, della milza, dell’intestino, della vescica, di certe irritazioni di petto, digestioni lente, mal di testa e generalmente in tutti i problemi che derivano dagli organi addominali. Un impacco ben preparato e applicato non farà mai male; ma se verranno fatti in continuazione potrebbero sortire l’effetto contrario a quello sperato.
compresse – La compressa consiste nell’inzuppare un panno morbido, piegato più volte, in un infuso appropriato al male, e messo sulla parte bisognevole. Non citeremo i vescicatori, i cauterizzanti, le sanguisughe, i salassi, le ventose, le moxas ecc. Lo ripetiamo: noi chiudiamo le piaghe ma non ne apriamo di nuove.

DISTILLATI – Si fanno mettendo a macerare per ventiquattro ore una pianta qualsiasi in un dissolvente adatto, e poi si mettono in un vaso di vetro o di rame, detto cucurbita, a fuoco moderato. Il vapore sale lungo il capitello ben chiuso al quale è aggiunto un recipiente dove il vapore si condensa in acqua distillata (se il solvente è stato acqua semplice); in mancanza di un simile apparecchio e delle necessarie nozioni di chimica, ci si limita a macerare le piante e l’acqua così trattata possiede quasi le stesse virtù.

MACERATI – Si lascia per un tempo più o meno lungo la pianta dentro dell’acqua ma senza che comincino i processi putrefattivi.

DECOTTI – Si fa bollire, per un tempo appropriato, una pianta, una radice o un seme qualsiasi. La radice di altea invece non va bollita più di dieci minuti.

INFUSI – Si versa l’acqua bollente o un liquido qualsiasi sulla pianta utilizzata. Dieci minuti di riposo sono sufficienti. E’ chiaro che non è la quantità d’acqua che determina la qualità dell’infuso. Abbiamo constatato personalmente che un capolino di camomilla romana in un bicchiere d’acqua è più salutare e meno pericoloso di dieci.

POMATE – Si fanno generalmente con sugna di maiale o strutto sciogliendo a fuoco dolce assieme agli ingredienti dai quali si desidera ottenere l’effetto.
Pomata di canfora – si mescola la quarta parte di canfora su una quantità a piacere di grasso.
Pomata di fior di carota selvatica – la stessa proporzione di cui sopra.
Pomata di risetto – Anche qui stesse proporzioni.
Quando le piante o i fiori sono ben cotti, si passa questa pomata, dopo averla fatta rapprendere, attraverso una tela leggera, e la si conserva ben chiusa per servirsene al bisogno. Si può fare in questo modo con tutte le piante che si vuole. E’ più facile prepararle a Bagno-Maria, cioè mettendo il vaso che contiene la preparazione in un altro vaso pieno d’acqua in ebollizione o in un vaso metallico contenente sabbia asciutta; il preparato si interra dentro tenendo sul fondo uno spessore di circa un dito; si ammucchia la sabbia fino al livello del liquido e si pone il tutto su un fuoco dolce: è ciò che si chiama bagno di sabbia
OLII AROMATIZZATI – Si compongono come le pomate. L’olio di camomilla, che non è un olio essenziale, si fa allo stesso modo. In questa maniera ci si possono, al bisogno, procurare degli olii profumati, che si ottengono più facilmente rispetto alla distillazione delle piante, le quali ne forniscono molto poco. In farmacia si compiono grossi imbrogli a riguardo. Gli olii aromatizzati giovano assai nelle frizioni destinate a calmare e rilassare il sistema nervoso così come le tensioni muscolari.

VINI AROMATIZZATI – Questi vini si fanno per infusione a freddo delle piante di cui si desidera trasmettere le proprietà. Un vino sul quale posso garantire l’efficacia per tonificare il sistema nervoso, le fibrille e le papille del corpo, così come per fortificare i muscoli affaticati a causa di sforzi o di cadute, e attivare la circolazione sanguigna nelle paralisi locali, si compone in questo modo: si infonde in un litro di buon vino rosso, per 48 ore, una presa di ciascuna delle piante o fiori seguenti: rosmarino, salvia, timo, meliloto, ruta. Dopodichè si filtra e conserva in luogo fresco; si usa per frizioni sulle parti malate. Allo stesso modo si possono fare ogni sorta di altri vini aromatici.
SCIROPPI – Gli sciroppi si fanno nel modo seguente, utilizzando le sostanze appropriate al bisogno. Per esempio lo sciroppo di rape, del quale ho già descritto il modo di composizione. Si tagliano a fette delle belle rape, dopo averle pelate; se ne dispone uno strato in un vaso capiente in base alla quantità di prodotto che si vuole ottenere, e poi si alternano questi strati con altrettanti strati di zucchero fino a raggiungere il colmo del vaso. Si chiude ermeticamente e si pone a cuocere a fuoco dolce per alcune ore o, meglio, si inforna per sei ore in un forno da panettiere, subito dopo che questi ha sfornato il pane. Al termine si filtra lo sciroppo così ottenuto, lo si imbottiglia e lo si tiene al fresco per servirsene poi al bisogno. Si può aggiungere nelle tisane o prendere a cucchiaiate negli accessi di tosse, essendo un

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