Escatologia Wicca

L’escatologia wiccan è fondata sul concetto della reincarnazione, derivato dalla visione del mondo ciclica e strettamente legato al concetto della Dea triplice.
Le tre forme di manifestazione della Dea sono considerate rappresentazioni allegoriche delle tre fasi della vita, ovvero la nascita, la crescita e la morte.
La concezione ciclica dell’esistenza porta ad un annullamento del concetto di morte, la quale per gli wiccan non esiste, essendo un semplice pasaggio ad un’altra vita, o, per alcune confezzioni della religione come l’Amitistianesimo, ad uno stadio di esistenza più elevata, eterea, che culmina con la fusione e identificazione mistica con il tutto.
Nelle principali tradizioni wiccan l’unione con l’essenza finale del Dryghten è possibile soltanto attraverso la liberazione dai debiti del karma, liberazione che è possibile mediante il rispetto della regola del rede e dell’etica wiccan.
Una volta purificata, l’essenza dell’essere umano può tornare a far parte dell’energia cosmica che sta al dilà dello spazio e del tempo. La ciclicità di tutte le cose è espressa anche dal concetto e dalla mitologia che gira intorno alla Ruota dell’Anno.
Si tratta di un concetto molto simile a quello dell’Illuminazione taoista o di altre religioni orientali. In alcune circostanze questo status di unione con il Dryghten è rappresentato in forma di metafora attraverso l’idea della Terra dell’Estate, la quale non corrisponderebbe appunto ad un reale mondo dell’aldilà, ma ad una simbologia dello stato di coscienza eterea.
La reincarnazione è ad ogni modo la versione dell’escatologia wiccan più diffusa e che più si raccorda con la visione ciclica del mondo, la Dea triplice e il legato concetto della Tripla Luna.

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