Lunario di Marzo

Marzo pazzerello, guarda il sole e prendi l’ombrello, cita un antico detto popolare, facendo riferimento alla mutevolezza di questo mese, tutto all’insegna del cambiamento e del rinnovamento.

Marzo è anche il terzo mese dell’anno secondo il calendario gregoriano, ed il primo della primavera nell’emisfero boreale, dell’autunno nell’emisfero australe, conta di 31 giorni e si colloca nella prima metà di un anno civile. Il nome deriva dal dio romano Marte, dio della guerra, poiché era proprio nel mese di marzo che in genere iniziavano le guerre.

Il nome Marzo deriva dal latino Martius, ossia dedicato a Marte, il dio della guerra. Esso rappresentava non solo la forza capace di affrontare e superare le difficoltà,  ma era anche la divinità da evocare per proteggeva la casa, i suoi abitanti e la terra.

Marzo è uno dei mesi più ventosi dell’anno, si manifestano frequenti piogge rare nevicate e, qualche volta, si verificano i primi temporali.

  • Festività principali

Le Palme
La Pasqua
L’Equinozio di primavera
L’ora legale

La luna di Marzo

 Un rituale eseguito nel momento lunare corretto, possiede l’80% di possibilità di riuscire, naturalmente se eseguito con fede e per scopi nobili e altruistici. Per contro, un rituale fatto in un momento lunare sfavorevole va a buon fine solo nel 15% dei casi. È nella scelta errata dei tempi che troviamo la spiegazione dei numerosi insuccessi dei neofiti in magia. 

Alzati! Esci fuori dal buio, e sali verso la luce.
Risvegliati ancora una volta tra le braccia degli dei.

Nella Wicca, in questo periodo la giovane Dea dismette il suo sobrio abito invernale, per ricoprirsi di fiori e colori, regalandoci la Primavera.
Il 21 Marzo si festeggia Ostara (Also Eostre, Eastre oppure Eostar), il giorno sacro in cui la luce e le tenebre sono in perfetto equilibrio.

Gli Dei risvegliano la primavera e con lei la Natura: la grande Madre dona nuovamente fertilità alla terra e il Padre, ormai adulto, accresce le nuove vite che sbocciano.
Ostara è un festa di origine germanica, infatti prende il nome da quello della dea Eostre, patrona della fertilità. La divinità si diffuse, con relativo culto e usanze festive, a tutta l’Europa toccata dalle invasioni germaniche. Essa aveva alcune affinità con divinità di culture più antiche come in Grecia, quella di Estia, e nell’impero romano Vesta.
Durante la festività venivano celebrati rituali ierogamici, anche oggi ripresi da alcune correnti del Neopaganesimo, e in particolare da alcuni gruppi wiccan, durante i quali larinascita della vita veniva esaltata e sacralizzata attraverso l’unione sessuale.
Con la diffusione del Cristianesimo la festa di Ostara venne assimilata dalla Pasqua, la cui data di celebrazione cade presso il primo plenilunio successivo all’equinozio di primavera.

Piante: ginestra, la betonica, muschio irlandese, il tarassaco, l’ortica, la primula.
Colori: verdino, rosso, il lilla e il viola
Pietre: l’acquamarina

  • La pianta del mese è il Tarassaco

Il tarassaco è una pianta erbacea perenne diffusa un po’ ovunque e cresce fino ai 1.800 metri di altezza; il suo nome scientifico è Taraxacum officinale, ed è conosciuto anche col nome di dente di cane o dente di leone.
Tutta la pianta è curativa e non contiene veleni, solo il lattice presente negli steli potrebbe causare allergie, ma le parti vegetali da utilizzare sono le foglie tenere e le radici.
Si può  raccogliere  il Tarassaco  nei prati o nelle campagne (esenti da scorie, concimi, pesticidi e sostanze chimiche), oppure coltivarlo nel proprio orto, giardino o balcone.
Le foglie vanno raccolte prima che i fiori sboccino, si prelevano le più tenere e una volta lavate, si consumano fresche o sbollentate. Le radici si raccolgono in primavera, oppure in autunno, vanno essicante e si possono utilizzare per fare decotti. Si deve rispettare sempre il tempo balsamico della specie e la raccolta deve essere fatta senza danneggiare la natura.
Molto note le sue proprietà diuretiche tanto da essere chiamato con nome piscialetto nella tradizione contadina.

Il segno del mese: PESCI (21 Febbraio- 20 Marzo)

L’Acqua dei Pesci è l’abisso, l’oceano sconosciuto e sconfinato

L’elemento dei Pesci è l’ACQUA, il pianeta è Giove. In essa si fondono sentimenti, emozioni, sensibilità, sempre in forma estrema.

Per non soccombere palesemente di fronte agli altri, si ammantano di indifferenza e di calma apparente. Il simbolo del segno è formato da due pesci ognuno dei quali nuota in direzione opposta, ciò significa che ai Pesci manca la capacità di stabilire e fissare una direzione.

Sono emotivi e sensibili, la notevole empatia e la loro naturale compassione porta i nativi del segno a sentirsi coinvolti nella vita e nei problemi degli altri in modo eccessivo.

I Pesci sono inclini ad essere leggermente gelosi nelle loro amicizie, ma hanno l’abilità di nascondere questo sentimento.Verso gli amici sono leali, molto comprensivi, credono nella bontà del prossimo, spesso riescono ad anche essere pratici e realisti.

I Pesci amano i viaggi ed i cambiamenti, ma quando si muovono, cercano sempre di sprecare meno energia possibile. Generalmente il Pesci possiede doti artistiche ed è affascinante e magnetico, perché intuisce l’aldilà che si cela dietro le apparenze della realtà quotidiana.

Dotati di una sana furbizia, sono anche abilissimi a volgere le cose a loro favore, per trarsi d’impaccio riescono persino a cambiare strada all’improvviso ed a sparire con in guizzo…come un pesce vero e proprio.

I loro numeri fortunati sono il cinque e l’otto. I colori fortunati le sfumature della lavanda. I luoghi più propizi al successo sono le spiagge e le città vicine all’acqua. La pietra portafortuna è l’acquamarina

L’olio essenziale perfetto per i Pesci è quello di cipresso, che è in grado di dare chiarezza alla mente e la fortifica, incrementando nel contempo le capacità decisionali. Per eliminare gli stati di apatia, alla quale si abbandonano a volte i Pesci, è ottimo l’olio essenziale di gelsomino, che va però usato con molta parsimonia e applicato con un massaggio alla schiena.

 

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