Il Losar, il Capodanno Tibetano 2013

Il Losar  è la parola tibetana per indicare il Capodanno: Lo indica l'”anno” o l'”era”, mentre sar indica il “nuovo” ; essa  è la festività più importante in Tibet.

L‘anno tibetano ha 360 giorni, suddivisi in 12 mesi di 30 giorni ciascuno.Per bilanciare i 354 giorni del ciclo lunare con i 360 giorni del calendario, è previsto un sistema complesso di giorni mancanti (tsi chad-pa) e di giorni ripetuti (tsi lhag-pa).

Il Losar prende anche il nome di Bal Gyal Lo, dalle parole Bal (Tibet), Gyal (re) e Lo (anno). Il nome è dovuto al fatto che le celebrazioni sono state effettuate, per la prima volta, nell’anno della salita al trono del primo re tibetano.

Il Losar celebra il fatto che in questi quindici giorni il Buddha mostrò ogni giorno un miracolo diverso per aumentare l’accumulo di meriti ed accrescere la devozione dei discepoli.

Secondo l’astrologia tibetana è l’inizio energetico dell’anno ed è molto importante recitare preghiere e partecipare a cerimonie varie perché l’anno che verrà sia propizio. Per la ricorrenza, i cui festeggiamenti si protraggono per una quindicina di giorni, i tibetani si recano in visita a parenti e amici, tirano a lucido le loro abitazioni, cucinano cibi particolari e vanno in pellegrinaggio a templi e monasteri offrendo al Buddha incenso, lampade di burro e i tradizionali “khapsey”, leggeri biscotti ritenuti di buon auspicio

Il festeggiamento del Losar precede l’avvento del Buddhismo in Tibet, e può essere datata al periodo pre-buddhista Bön, durante il quale ogni inverno veniva tenuta una cerimonia spirituale nella quale il popolo offriva grandi quantità di incenso agli spiriti ed alle divinità protettrici locali, in modo da ottenere il loro favore.

Il Losar non è una festività esclusivamente tibetana, si festeggia anche in Bhutan (anche se le diverse regioni del paese possono avere diverse concezioni del capodanno)Il Capodanno nepalese, chiamato Losar o Lhochaar, è celebrato dai popoli Sherpa, Tamang e Gurung.

In molte parti del Tibet il Losar si protrae da 3 a 15 giorni o anche più, mentre in altre regioni minori i festeggiamenti durano un solo giorno.

  • Il primo giorno

Nei monasteri vengono apposte decorazioni e fatte offerte, che si chiamano Lama Losar, inoltre nelle prime ore dell’alba dell’ultimo giorno, i monaci del monastero di Namgyal offrono una “torta sacificale” chiamata tor ma al membro più alto della gerarchia delle divinità protettrici, la dea Palden Lhamo.

Guidati dal Dalai Lama, i fedeli si uniscono alla cerimonia delle offerte di preghiera anche gli abati di tre grandi monasteri, i lama, i monaci reincarnati o tulku, gli ufficiali del governo ed i dignitari. Alla fine del rito religioso, tutti i presenti si riuniscono in una sala detta “Eccellenza del Samsara e del Nirvana” per una cerimonia di saluti ufficiali, chiamati Tashi Delek, seduti su dei cuscini a terra.

  • Il secondo giorno

Viene chiamato “Losar del Re” (gyal-po lo-sar) poiché, ufficialmente, la giornata è riservata all’incontro secolare nella sala dell’Eccellenza del Samsara e del Nirvana. Il Dalai Lama insieme al suo governo scambia saluti con i dignitari religiosi e laici provenienti da Cina, India, Bhutan, Nepal, Mongolia ed altri Paesi stranieri.

  • Il terzo giorno

Successivamente, dal terzo giorno in poi, il popolo ed i monaci iniziano a godersi il periodo festivo con cibo e bevande.

Il Losar è festeggiato anche in tutta la zona dell’Himalaya indiano, dove si concentrano popolazioni buddhiste in stati quali Arunachal Pradesh, Sikkim, Himachal e Ladakh, nel Kashmir. Tra le popolazioni minori che festeggiano il Losar vi sono la tribù Monpa del Tawang e i Memba della valle del Mechukha, nell’Arunachal.

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