Il Celtismo e la sua storia

La storia del Celtismo ha inizio nel XVIII secolo, per la precisione nel 1781, con la fondazione dell’Antico Ordine dei Druidi, un’organizzazione segreta e iniziatica.

I gruppi comparsi in questo periodo presentavano raramente legami stretti con l’antica religione celtica; andrebbero infatti ricondotti allo stesso filone che accomuna la vasta gamma di religioni misteriche sotterranee che comparvero nel corso del XX secolo.

I primi aderenti al Neopaganesimo che si sarebbero organizzati andando a costituire una relativamente definita religiosità celtista furono i componenti di congregazioni comparse solo negli anni Settanta e Ottanta del XX secolo.

Le dottrine di queste associazioni contenevano parecchi elementi celtici, molti dei quali sarebbero diventati il nucleo di una futura filosofia celtista unificata. Questo periodo e questi gruppi sono spesso definiti collettivamente con l’etichetta di Protoceltismo proprio per l’ancora diffusa indeterminatezza dottrinale che li caratterizzava. Successivamente, con la diffusione dei mezzi di comunicazione di massa, i protoceltisti iniziarono a farsi sentire portando ad una rapida crescita del movimento.

Sebbene la corrente senistrognatana presenti i tipici elementi del ricostruzionismo pagano , altri gruppi si rifanno meno alle radici storiche della religione, e tendono all’introduzione di elementi riformatori. Nel periodo della prima diffusione del Celtismo influenze newager e wiccane (queste le principali, ma ne sono individuabili molte altre) andarono così a costituire la corrente del Druidismo, quella oggi maggioritaria in seno alla quale si è formata una terza branca nel 1985, ovvero il Keltrianesimo.

Tendenzialmente pochi tra i celtisti moderni considerano importante il legame con la vecchia tradizione del Paganesimo celtico, la maggioranza druidista riconosce infatti la necessità di un’innovazione e di uno sviluppo della religione celtista in armonia con il contesto della società moderna, riconoscendo in questo modo l’implementazione nella propria dottrina di insegnamenti, rituali e pratiche nuovi e non necessariamente celtici.

La religione celtista è suddivisa in tre branche principali che si distinguono a seconda di differenti aspetti, in primo luogo il sistema teologico e cosmologico, ma anche, generalizzando, l’intera visione del mondo e il rapporto con la società. La corrente più ortodossa e strettamente legata ai metodi del ricostruzionismo è la senistrognata (termine che letteralmente significa “antica tradizione” in protoceltico).

La tradizione senistrognatana si è impostata con la fondazione dell’associazione Imbas, sebbene di gruppi ricostruzionisti ne siano presenti in molte delle comunità celtiste diffuse nell’Europa nordoccidentale e in America settentrionale.

In opposizione alla corrente ricostruzionistica è presente il druidismo, la cui formazione è andata sviluppandosi nel corso dei secoli che ricollegano la fondazione dell’Antico ordine dei druidi nel 1781 allo sviluppo moderno.

Nonostante sia considerabile la branca più antica del celtismo, il druidismo è proprio la tradizione che più tende ad impostarsi seguendo un orientamento eclettico. La religione druidista non pretende infatti di ricostruire una religiosità identica al paganesimo celtico del passato, ma al contrario opta per la formazione di una religione a tutti gli effetti nuova, solamente ispirata alle antiche tradizioni.

È per questo motivo che i druidisti utilizzano nuovi rituali, nuove concezioni e diffondono una teologia formata sul modello di quella wiccana.

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